Dalla 1 edizione del 2001 alla 10 edizione del 2010, il festival ha visto crescere la sua dimensione sia in termini di contenuti che di pubblico e interesse mediatico: da 6 film documentari a 60 film documentari e fiction con anteprime nazionali; da un pubblico di 300 persone a un attuale presenza di oltre 30.000; dal 2006 si affianca alla programmazione cinematografica una programmazione di arte contemporanea e musica; crescente partecipazione di ospiti di fama internazionale tra registi, relatori e membri della giuria (tra i quali i Premi Nobel Luis Sepulveda, Dario Fo e Wislawa Szimborska, i registi e produttori Fernando Solanas, Gianni Minà, Avi Mograbi, Elia Sivan, Saverio Costanzo, Gianfranco Rosi, Cesar Brie, Fabrizio Grosoli, Laura Marcellino, gli scrittori Carlo Lucarelli, Pino Cacucci, Marcello Flores, i giornalisti Rula Jebreal, Roberto Silvestri, i direttori di festival Marco Müller, Arabi Mocheke, Keith Shiri, Kebour Ghenna, Humberto Mancilla, Julio Santucho, gli attori Mohamed Bakri, Chiwetel Ejiofor e personalità del cinema e della cultura della città di Bologna, tra i quali Vittorio Boarini, Chiara Segafredo, Guy Lydster, Dim Sampaio, Aliona Shumakova, Elfi Reiter, Gianni Sofri, Matilde Callari Galli, Roberto Grandi, Anna Maria Gentili, Andrea Segrè).
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Parallelamente alla crescita del festival negli anni si è ampliata l’attenzione mediatica, con una partecipazione crescente di giornalisti accreditati e una presenza forte di tutte le maggiori testate nazionali di stampa e TV – Corriere della Sera, Repubblica, Unità, Resto del Carlino, Rai 3, Rai 1, TG24News, Rai Sat, La7, Sky, Internazionale, Donna, Venerdì sono solo alcune delle redazioni che insieme a tutte le radio locali e nazionali seguono regolarmente il festival ogni anno, con articoli presenti negli anni anche nella stampa internazionale (Herald Tribune, National Geographic), finanziaria (Sole 24 Ore) e di settore.
Dalla quinta edizione, il festival è passato da una visione negativa di denuncia per le violazioni e gli abusi dei diritti umani alla valorizzazione positiva del rispetto dei diritti umani: nella scelta dei contenuti ci si è sempre più orientati verso rappresentazioni positive di ‘guerrieri della pace e della giustizia’ al di là di vittimismi e inopportuni spettacoli della sofferenza, per esaltare la forza delle persone che con la propria integrità e creatività lottano ogni giorno per un mondo giusto.
Da Festival a Rete locale / globale
Nel corso degli anni è cresciuta l’importanza dell’aspetto di sviluppo e community building del festival, al di là della manifestazione nelle giornate della rassegna: il lavoro che l’equipe del festival realizza durante tutto l’anno per il coinvolgimento delle comunità straniere e marginali quali i detenuti dei carceri Dozza e minorile, le fasce deboli degli anziani e dei giovani, ha creato le condizioni per cui sono nati progetti spontanei quali le giurie per i cortometraggi dei detenuti del carcere, le partite di calcio Human Rights Nights against Racism, le cucine del mondo nel centro anziani, la giornata di musica del Sud Est asiatico Salam Namaste Mela, l’associazione per la musica africana AfricanBamba, la produzione di film sulle tematiche locali dei diritti umani e dell’immigrazione, la creazione di un Premio per i registi stranieri in Italia (Premio Gianandrea Mutti), e ulteriori progetti di partecipazione e coinvolgimento in attesa di risorse per uno sviluppo ottimale.
Dal 2011, Human Rights Nights non è quindi più solo un ‘festival’ che si manifesta nel corso di 10 giorni ogni anno, ma è il centro di una rete di relazioni e partnerships a livello locale, nazionale, globale di enti, associazioni, università, creatività e azione sociale sui diritti umani, per la sensibilizzazione e azione per un mondo migliore. Dalla partecipazione permanente di un pubblico plurale che riflette la nuova demografia della città, al ruolo costantemente attivo istituzioni di cultura quali l’Università, la Cineteca e il Comune, all’inesauribile contributo artistico di centri di produzione creativa e musicale underground e non, sino al Premio Mutti dedicato ai cineasti migranti, e alle attività internazionali attraverso Human Rights Film Network o di coinvolgimento con i detenuti della casa circondariale La Dozza - questa nuova visione, di azione e di network, è la visione per i prossimi anni di Human Rights Nights.
A livello globale, Human Rights Nights continua la sua forte e attiva presenza in Human Rights Film Network, rete globale di oltre 30 festival dei diritti umani nel mondo, di cui Human Rights Nights è membro fondatore e Presidente per 2010 e 2011.